TUSCANIA, 1° REGGIMENTO PARACADUTISTI

OMBRA S.R.O scrive:

ciao a tutti, volevo qualche consiglio, se possibile,io vorrei entrare nel 1° Rg Paracadutisti Carabinieri Tuscania e volevo sapere se era meglio accedervi da carabiniere semplice e quindi facendo il vfp1 o da maresciallo? che mi consigliate per questo ultimo anno di studio come preparazione fisica? vi ringrazio in anticipo

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REPARTI nell’ARMA dei CARABINIERI, Topic GENERICO dei vari reparti dell’Arma

Snake*-_ scrive:

Come per la polizia che ha un mucchio di reparti ecc ,penso che li abbiano anche i carabinieri no???Apparte i G.I.S altri reparti magari un po più accessibili quali sono???

Attendo Risposte Grazie :D :D

:fia_:

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CORAZZIERI

Ar70-90 scrive:

Chi sono i Corazzieri?

E’ certamente la statura il requisito che da sempre rende famosi i Corazzieri: d’altro canto occorre un’altezza di 190 centimetri perché un militare dell’Arma possa aspirare a far parte del Reggimento Corazzieri, diventando così uno degli “angeli custodi” del Presidente della Repubblica.

Con sede a Roma nella Caserma Alessandro Negri di Sanfront, in Via XX Settembre, i Corazzieri hanno il compito primario di guardia d’onore e di sicurezza al Capo dello Stato, al Quirinale ed all’interno dei palazzi presidenziali, così come negli altri edifici che lo ospitano durante tutti gli spostamenti e partecipazioni alle cerimonie in forma ufficiale.

In questi ultimi casi, i servizi assumono la denominazione di scorte d’onore e di sicurezza, con formazione e composizione variabili a seconda delle circostanze. Negli eventi di maggiore solennità, la scorta è a cavallo ed i militari indossano l’uniforme di gran gala. Nelle altre occasioni, invece, la motocicletta sostituisce i cavalli.

Al Reggimento compete anche la guardia e la scorta d’onore al Presidente del Senato quando questi esercita le funzioni di Presidente della Repubblica a norma del primo comma dell’art. 86 della Costituzione.

Quale unità speciale e parte integrante dell’Arma dei Carabinieri, il Reggimento adempie, comunque, anche ai servizi militari e di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica previsti dalle leggi e dai regolamenti dell’Arma.

La Storia

Emanuele Filiberto Duca di Savoia (1528-1580)Per rintracciare gli ideali precursori del reparto occorre risalire al 1383 circa, quando Amedeo VII, detto il Conte Rosso, affidò ad una guardia di Arcieri la vigilanza interna ed esterna della Casa Savoia, ed agli Scudieri le funzioni di addetti militari alla sua persona.

Successivamente, il Duca Emanuele Filiberto detto Testa di Ferro riorganizzò il reparto in Guardia d’Onore, sempre con funzioni di sicurezza del sovrano, ed agli Arcieri venne affiancata, nel 1560, una Compagnia di Archibugieri a cavallo.

Attorno al 1630 circa, il corpo contava circa 400 unità, suddivisi in quattro compagnie di cui una denominata Corazze di sua Altezza, che cominciò ad essere distinguibile per un monogramma ducale posto sul petto.

Guardie del Corpo del periodo relativo al regno di Carlo Emanuele III di SavoiaGià in questa fase, oltre alle funzioni d’onore, scorta e vigilanza alla persona del sovrano, venne a consolidarsi quella di rappresentanza, anche nei confronti di personalità straniere nel corso di particolari manifestazioni e cerimonie.

Con Vittorio Amedeo II di Savoia, sovrano dal 1675 al 1730, l’unità venne riordinata nella Guardia del Corpo e da allora, per circa un secolo, pochi furono i mutamenti nelle uniformi e nella composizione del reparto, impegnato nel normale compito istituzionale e nelle frequenti campagne di guerra, ove si distinse per valore e coraggio.

A partire dal 1836, con la costituzione del Corpo dei Carabinieri Reali del 1814, per i quali le Regie Patenti già attribuivano occasionali funzioni di “accompagnamento delle Persone Reali”, i compiti d’onore e di vigilanza ai palazzi del sovrano vennero progressivamente acquisiti proprio dai Carabinieri.

Guardie del Corpo di Casa SavoiaNel volgere di pochi decenni e durante le campagne di guerra risorgimentali, riassumendo al meglio le peculiari doti di lealtà ed abnegazione richieste per lo svolgimento della particolare funzione, i Carabinieri finirono coi sostituirsi definitivamente alla Guardia.

Dal 1868, le denominazione dell’unità si succedettero con frequenza: Corazzieri, Guardie d’Onore di Sua Maestà, Carabinieri Reali Guardie del Corpo di Sua Maestà, Drappello Guardie di Sua Maestà ed infine Squadrone Carabinieri Guardie del Re, nome rimasto invariato sino al termine del periodo monarchico e comunemente diffuso, per brevità, come Squadrone Corazzieri.

Corazziere in tenuta di Gran GalaAttraverso numerose dimostrazioni di efficienza, attaccamento al dovere e devozione, i Carabinieri Guardie del Re continuarono a svolgere il servizio d’onore, di vigilanza e sicurezza alla persona del sovrano anche durante la guerra del 1915 – 1918, dividendosi tra l’area del fronte e la sede naturale nella Capitale.

Quello dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale, è il periodo a partire dal quale venne ad affermarsi definitivamente l’impegno dello Squadrone nei servizi d’onore nel corso di visite da parte di sovrani o principi stranieri, capi di stato, membri del governo nazionale o di membri esteri ed altre personalità militari degli eserciti alleati.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il 13 giugno 1946, all’esito del referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica, Umberto II, prima di abbandonare il Quirinale e l’Italia, sciolse i Carabinieri Guardie del Re dal giuramento alla sua persona, ma non da quello di fedeltà alla Patria.

Drappello di Corazzieri a cavallo (anni ’20)Lo Squadrone Carabinieri Guardie, momentaneamente deposta l’ormai tradizionale corazza e sotto il nome di Squadrone Carabinieri a Cavallo proseguì in tal modo nell’attività di guardia al Capo Provvisorio dello Stato.

L’11 maggio 1948, in occasione dell’insedia mento del Presidente Enaudi, venne deciso che i Carabinieri Guardie riassumessero la loro primitiva veste e denominazione, riapparendo in tutto il loro prestigio, ormai sintesi e continuità di una plurisecolare tradizione.

1948 – Il neo Presidente della Repubblica Einaudi scortato da un drappello di CorazzieriNei decenni successivi, l’unità ha conosciuto ulteriori modifiche nella propria articolazione e lo Squadrone diventò, dal 1961 al 1965, prima Gruppo Squadroni, poi Comando Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica, quindi nel 1990 venne elevato a Reggimento Guardie della Repubblica cui il Presidente Cossiga volle che fosse ufficialmente affiancata la denominazione di Corazzieri, sino al 1992, con l’attuale configurazione in Reggimento Corazzieri.

Nel 1978 venne concesso al Reparto la Bandiera di Guerra (stendardo di prescrizione per le formazioni montate) e nel 1986 lo Stemma Araldico.

Il Reggimento dei Corazzieri

on decreto del 24 dicembre 1992, il Presidente della Repubblica, On. Oscar Luigi Scalfaro, ha fissato l’attuale denominazione del reparto in Reggimento Corazzieri, articolato su:

* Colonnello Comandante;

* Ufficio Segreteria e Personale;

* Gruppo Squadroni (con due Squadroni montati);

* Reparto Comando per il sostegno logistico dell’unità;

* Reparto di Sicurezza (con un Nucleo “operativo” ed uno di “protezione”)

* Servizio Amministrativo, Sanitario e Veterinario.

Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi SCALFARO, passa in rassegna un drappello di CorazzieriL’arruolamento dei Corazzieri non è diretto. Tutti i componenti del Reggimento sono carabinieri che, oltre al possesso del requisito fisico della statura, devono provenire da reparti dell’Arma dopo un periodo minimo di almeno sei mesi di servizio effettivo svolto con ottimo rendimento.

L’aspirante viene promosso corazziere solo dopo il superamento di un tirocinio formativo che si conclude con il conseguimento delle specializzazioni che caratterizzano il suo particolare servizio a cavallo, in motocicletta e come addetto alla sicurezza del Capo dello Stato.

Per mantenere ad un livello il più elevato possibile l’insieme di questi requisiti e per consentire di assolvere con l’indispensabile prestigio i loro compiti istituzionali, sempre oltremodo impegnativi non soltanto sotto il profilo formale, ma anche di sforzo fisico spesso prolungato, i Corazzieri vengono sottoposti ad un intenso addestramento in ogni settore, dalle esercitazioni tipicamente militari, allo studio delle discipline professionali, all’educazione fisica.

Lo stemma Araldico

Lo Stemma Araldico é stato concesso al Reggimento Corazzieri con D.P.R. del 24 dicembre 1986.

Stemma Araldico del Reggimento CorazzieriE’ formato da uno scudo bipartito, con quello di sinistra suddiviso in tre campi dai colori simboleggianti le città in cui i Carabinieri Guardie ed i Corazzieri hanno avuto sede: azzurro per Torino, argento per Firenze e rosso per Roma. Sovrapposta un’aquila nera caricata in cuore dallo scudetto ovale rosso con le lettere maiuscole “R” ed “I”, abbinamento che vuole testimoniare la persistenza delle finalità istituzionali del reparto: la salvaguardia della suprema Autorità dello Stato con immutato impegno anche dopo il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica avvenuto nel 1946.

L’aquila nera è infatti simbolo di Casa Savoia mentre il monogramma “RI” è quello della Repubblica Italiana. La parte destra contiene gli stessi simboli che compaiono nello scudo dello Stemma Araldico dell’Arma dei Carabinieri: la branca di leone d’oro afferrante la serpe e la quercia sradicata d’argento, in campo azzurro e rosso.

Lo scudo, sormontato dalla corona turrita, simboleggiante l’Italia ed ornante dal 1987 tutti gli emblemi di Forza Armata, è sostenuto da due leoni d’oro, da sempre sinonimo di vigoria, valore, eleganza e potenza e mutuati da quelli che compaiono sul cimiero dell’elmo e sulla corazza indossata con l’uniforme di gran gala.

I leoni sostengono anche la bandiera nazionale e lo stendardo presidenziale che fiancheggiano lo scudo, insegne simbolo della funzione assolta dal reparto nei riguardi della suprema carica dello Stato. I “sostegni” appoggiano le zampe posteriori sulla lista posta sotto lo scudo e recante il motto “VIRTUS IN PERICULIS FIRMIOR”, proprio del reparto sin dall’inizio del secolo.

L’attuale stemma ha subito, rispetto a quello concesso nel 1986, due leggere modifiche degli ornamenti esterni nel 1990 e nel 1992, in conseguenza del cambiamento dello Stendardo Presidenziale.

Le uniformi

Le uniformi dei Corazzieri rispecchiano il regolamento del 1876, con alcuni lievi ritocchi del taglio dovuti all’evoluzione del costume militare.

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BATTAGLIONI MOBILI e C.I.O.

Nathan86 scrive:

le funzioni ke svolgono i battaglioni mobili cc , sono le stesse di quelle svolte dai rep.mobili della ps ? quali sono le differenze ?

39°corsoAS scrive:

I battaglioni dei carabinieri sono assimilabili ai reparti mobili della Polizia di Stato soltanto in parte.
Principalmente, per quel che concerne il servizio di ordine pubblico e tutta l’attività di supporto alla linea territoriale in tema di “controllo del territorio”, “vigilanza fissa ad obiettivi sensibili”, “rastrellamenti”, ecc..
Per molti altri aspetti esistono delle differenze sostanziali.
Ciò non significa che uno dei due reparti sia migliore dell’altro.
Sono semplicemente diversi.
In questo forum, d’altra parte, non si può sempre ragionare in questi termini (questo è meglio di quello….).
Per quanto riguarda i reparti mobili della Polizia di Stato non posso e non so dirti nulla.
Credo che nella relativa sezione esista già qualche topic sull’argomento.
Comunque, possiamo dire che i Battaglioni Carabinieri sono delle unità create per:
– Assolvere compiti di carattere militare nel quadro delle operazioni “Peace Keeping” nei vari teatri operativi all’estero.
– Fronteggiare le esigenze di ordine pubblico e, in caso di gravi disordini, intraprendere interventi risolutivi per il ristabilimento dell’ordine e della sicurezza pubblica (con le misconosciute unità C.I.O. per intenderci).
– Concorrere a tutte le operazioni inerenti alla Protezione Civile in caso di calamità pubblica. In questo caso, oltre a portare soccorso – propriamente detto – alle popolazioni colpite, i reparti schierati nella zona provvedono a costituire una sorta di “cintura di sicurezza” con la predisposizione di servizi “antisciacallaggio”.
Infine, una nota di storia recente.
Fino a quando è esistito il pericolo di una possibile invasione o aggressione posta in essere da parte dei Paesi aderenti al del Patto di Varsavia o da parte dell’ex Jugoslavia, i battaglioni (ora reggimenti) di Laives e Gorizia, dislocati nella parte orientale del nord Italia, hanno assolto anche un importante compito di presidio e difesa del territorio nazionale (avevano in dotazione anche i carri armati Leopard per lo scopo).
Tutto questo perché, a quei tempi, l’esercito italiano e le altre forze armate erano costituite principalmente da militari di leva il cui addestramento era molto carente e, per dirla tutta, non offriva le necessarie garanzie di reattività o di sentita partecipazione ad un’azione di difesa del sacro suolo nazionale.

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REPARTI PUNITIVI

[V3nt0G3lid0] scrive:

Mi sa un pò di leggenda metropolitana sta cosa ma… per seguire, come mio solito, la legge del “non escludere mai nulla” , e a rischio di passare per credulone, sta domanda la faccio lo stesso…Male che vada appaio giusto un pò più idiota di quanto non risulti già :P

Esistono, come si dice in giro, reparti punitivi in cui vengono destinati i militari dell’Arma che sono stati colpiti da procedimento disciplinare o, più banalmente, dove vengono “parcheggiati” quelli particolarmente imbranati ed incapaci affinché non arrechino danni al prossimo(tipo il sottoscritto ^_^ )???
Ah…nel caso serva precisarlo…vorrei fonti certe(chissà a quali tizi sto pensando :lol: ) o, nella peggiore delle ipotesi, quasi certe….

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NUCLEO INFORMATIVO

[V3nt0G3lid0] scrive:

Visto che in un altro topic è sbucato fuori l’argomento…
Chiedo ai nostri docenti 39°CorsoAS e StanleyWhite di spifferarci tuuuuuuuuuutto ciò che hanno da dire in merito: funzioni per cui esistono(o esistevano?Non mi è perfettamente chiaro se ci sono ancora), esperienze personali in merito, criteri in base ai quali,almeno in teoria, venivano selezionati gli operatori di tale Nucleo, eccetera.

Ah,viste le leggende che, come si è visto, giravano attorno a tali uomini, chiedo anche se fosse vero che in passato si controllava l’eventuale tesseramento politico(chi ha orecchie per intendere intenda) di tutti gli aspiranti CC e finanche dei loro parenti.

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NUCLEO e CENTRO CINOFILI

Fabiodr78 scrive:

 
Come e dove sono distribuiti i centri cinofili dei CC.
 
Piada scrive:
 
Centro e Nuclei Cinofili

Il Servizio Cinofili dell’Arma dei Carabinieri é stato istituito nel giugno 1956, con sede in una villa alla periferia di Firenze, al fine di assicurare l’impiego di carabinieri conduttori e cani, ad altissimo livello addestrativo, in attività di polizia giudiziaria, di ricerca, di soccorso in aree sensibili e in tutte le operazioni in cui tale intervento fosse stato ritenuto di valido supporto.

Un altissimo livello di addestramento accompagna l’impiego dei Carabinieri conduttori e dei cani, che in un quasi 50 anni di attività ha registrato innumerevoli, preziosi risultati nel campo della polizia giudiziaria, accanto ai molti episodi di soccorso e di assistenza che hanno trovato risalto nella stampa nazionale.

Localizzare e seguire le tracce dei malviventi anche sul fiuto di oggetti o capi di vestiario, ispezionare boschi, località impervie e casolari isolati nel corso di battute e rastrellamenti, inseguire e bloccare soggetti in fuga, cooperare alla sicurezza dei reparti dell’Arma impegnati in particolari condizioni ambientali, nonché ai posti di blocco stradali, alla vigilanza degli Istituti di pena, a particolari servizi di scorta valori, ecco in sintesi i compiti affidati alle unità del Centro Carabinieri Cinofili. Ma se questa è la casistica del loro impiego normale, ben diversa, perché determinata da impreviste e pressanti circostanze, è quella del loro intervento straordinario, diretto in genere a salvare vite umane, come nel caso di calamità naturali.

Se particolarmente accurati sono la scelta e l’addestramento dei carabinieri conduttori, non meno scrupolosi e selettivi sono i criteri di “arruolamento” dei cani di polizia (rimonta), l’addestramento dei quali viene impartito e mantenuto senza soluzione di continuità, sino a quando la menomazione della loro assoluta idoneità non ne determini il trasferimento al ruolo “di guardia”, la riforma o – in caso estremo – l’abbattimento indolore. Unità a parte formano i Nuclei Carabinieri conduttori di cani antidroga e quelli del soccorso alpino.

Le condizioni ottimali di salute dei cani, oggetto di costante accertamento sanitario, sono curate attraverso la più razionale alternanza del lavoro e del riposo, la minuziosa igiene del corpo e del ricovero, soprattutto attraverso la loro alimentazione, rigorosamente dosata, secondo che si tratti di cane di polizia o da guardia, nei generi che ne formano parte.

Il Centro Cinofili conta di:

un “Centro cinofili”, con sede in Firenze, che ha compiti addestrativi ed è posto alle dipendenze del Vice Comandante della Regione Carabinieri “Toscana”;
23 nuclei cinofili distribuiti sul territorio nazionale e dipendenti dalle compagnie territoriali ove sono ubicati. Altri due sono in via di istituzione;
una squadra cinofili per il Nucleo Carabinieri di Castelporziano posto alle dipendenze del Reparto Carabinieri Presidenza della Repubblica;
unità presso le stazioni Carabinieri Aereoporto MI-Linate e RM-Fiumicino nonchè presso il Comando Aeronautica Militare e Comando Marina Militare.
Le unità cinofile, secondo le caratteristiche dei cani, sono impiegate

in operazioni di polizia giudiziaria, al fine di:
– localizzare e seguire tracce di malviventi;
– segnalare la presenza di persone nascoste o di indiziati di reato;
– rintracciare oggetti e/o indumenti occultati;
– fornire indicazioni, sulla base di oggetti e/o indumenti rinvenuti sul luogo ove sia stato commesso un reato, circa l’eventuale partecipazione al fatto di persone sospette;localizzare esplosivi e armi occultati;

nei servizi preventivi, per:
– segnalare la presenza di persone nascoste;
– inseguire e bloccare soggetti in fuga;
– ispezionare boschi, zone impervie, casolari isolati, anfratti, grotte, etc., nel corso di battute e rastrellamenti attuati per la cattura di latitanti;
– garantire la sicurezza di unità che agiscono in particolari condizioni ambientali;
– azioni di supporto;

in operazioni di soccorso, per:
– ricercare persone travolte da valanghe o da slavine; tale compito é affidato, in particolare, alle unità cinofile che operano a supporto del Centro -Carabinieri Addestramento Alpino e presso alcune stazioni ove sono dislocate dette unità;
– ricercare persone sepolte da macerie, in caso di pubbliche calamità (terremoti, esplosioni, etc..).

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E IN OGNI CASO…..PER CHI FOSSE INTERESSATO AI CINOFILI (CC, PDS, CRI, GDF, ETC ETC…) MI CONTATTI PURE E AVRA’ OGNI NOTIZIA CHE VUOLE!!!!

 
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DOVE DORMIRE A ROMA-TOR DI QUINTO

Alessioennio scrive:

Dunque. Tutti i concorsi nei CC prevedono che le varie prove siano svolte al Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale di Roma, sito in Viale Tor di Quinto n.155 (Roma Nord). Ogni concorso è un dramma: dove andiamo a dormire???
Ho pensato di aprire questo topic che sarà utile a tutti coloro che vorranno anche in futuro partecipare ai vari concorsi nei CC.
Le alternative in genere sono quattro, messe in ordine di scomodità crescente!!!
1) Cercare un hotel, ostello o altro nella zona TOR DI QUINTO
2) Cercare un hotel, ostello o altro nella zona STADIO OLIMPICO (per raggiungere facilmente Tor di Quinto a piedi o con il bus 32)
3) Cercare un hotel, ostello o altro nella zona OTTAVIANO-SAN PIETRO (per raggiungere Tor di Quinto con il bus 32)
4) Cercare un hotel, ostello o altro nella zona STAZIONE TERMINI (per raggiungere Tor di Quinto con il metrò A e poi il bus 32 da Ottaviano-San Pietro)

Voi dove avete alloggiato durante i vostri concorsi o dove andrete ad alloggiare? E quanto avete pagato o pagherete a notte per tipo di camera?
Ecco, sarebbe bello che ognuno di voi mettesse un post con:

1. Tipo struttura ricettiva (hotel, motel, ostello, etc.)
2. Nome struttura ricettiva (e stelle indicate così:***)
3. Indirizzo struttura ricettiva
4. Numero di telefono struttura ricettiva
5. Posizione rispetto al CSRN di Tor di Quinto
6. Tipo di camera o posto letto
7. Prezzo a notte

Io a mano a mano che voi aggiungete i post li riporterò in una tabella che inserirò qui sotto, pregandovi di cancellare il post appena troviate il vostro hotel segnalato nella tabella.

Spero possa diventare un topic di pubblica utilità, anche in vista dei concorsi di questi periodi.

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