TRICOLORE

Kho7 scrive:

ADN Kronos – Gio 4 Gen

Reggio Emilia, 4 gen . (Adnkronos/Ign) – Nasce a Reggio Emilia, ben 210 anni fa, il Tricolore, la bandiera che avrebbe da quel momento in poi rappresentato il primo Stato libero dell’età moderna. Venne adottata per la prima volta il 7 gennaio 1797, dai deputati delle popolazioni di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara, seduti nel Parlamento della Repubblica Cispadana, voluta da Napoleone nell’ottobre 1796, che comprendeva appunto i ducati di Modena e Reggio e le ex legazioni pontificie di Ferrara e Bologna. L’assise decretò in quella occasione di ”rendere universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori: verde, bianco e rosso”, allora a bande orizzontali. I tre colori scelti non identificano tanto i campi della terra italica, la purezza e il sangue versato per la libertà, come molti vollero semplificare, non senza una forte dose di sentimentalismo, ma sono legati ad antichi stendardi e uniformi tipici dell’epoca. D’altra parte anche le tre fasce di identiche dimensioni sono ispirate alla bandiera francese del 1790.

Ma la bandiera in sé, in quell’epoca (nel 1799 cominciò la campagna napoleonica in Italia che sgretolò l’antico sistema di Stati in cui fino ad allora era divisa la Penisola), più che rappresentare un segno dinastico o militare era appunto il simbolo di ideali di libertà e indipendenza che si andavano formando non solo in Italia, ma anche in altre nazioni. Ideali soffocati dal Congresso di Vienna e dalla Restaurazione. Fu dunque negli atti risorgimentali che caratterizzarono i primi decenni dell’800 che il Tricolore diventò l’emblema della lotta e della libertà. Così per i moti mazziniani, per le imprese dei fratelli Bandiera. Il sentimento racchiuso nella bandiera italiana segnerà la Prima Guerra d’Indipendenza quando Carlo Alberto adotterà il vessillo insieme allo scudo dei Savoia e così, quando nel 1861 fu proclamato il Regno d’Italia, la sua bandiera, per consuetudine, continuò ad essere quella del 1848. Nel corso degli anni al Tricolore furono associati (nella maggior parte dei casi all’interno della fascia bianca) altri stemmi compreso quello della corona reale. La bandiera quale oggi la conosciamo e che campeggia sui Palazzi istituzionali è quella voluta dall’Assemblea costituente che si riunì dopo la nascita della Repubblica, il 2 giugno del 1946. Un’assemblea, era il 24 marzo 1947, che così sancì: ”La bandiera della Repubblica è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso a bande verticali e di uguali dimensioni”. All’approvazione, raccontano le cronache dell’epoca, sia i rappresentanti della Costituente che il pubblico presente si alzarono in piedi per una lunga e calorosa ovazione.

Per celebrare l’anniversario il Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio ha realizzato uno spot televisivo che verrà tramesso dalle reti Rai per tre giorni, da domani al 7 gennaio.

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CONSIGLI PER LA LETTURA, Raccolta di proposte di lettura

39°corsoAS scrive:

Un saluto a tutti!
Da poco tempo sono stato (indegnamente) nominato moderatore di questa sezione.
Ma non sono i saluti di benvenuto ciò che voglio perseguire con l’apertura di questo topic.
Lo dico per pudore e per modestia, non per villania.
Ho avuto più volte modo di constatare personalmente il livello di cordialità dei frequentatori di questo forum e, sono certo, che le manifestazioni di accoglienza non mancheranno comunque.
Arrivo al dunque.
Questa sezione è frequentata da utenti che coltivano, chi più e chi meno, una certa passione per la storia e le vicende militari ad essa legate.
Ho quindi motivo di ritenere che molti di noi si documentino attraverso la lettura di romanzi di ambientazione, saggi, biografie, ecc..
Facciamo, quindi, come le vecchie signore che si scambiano le ricette di cucina o i consigli su come togliere le macchie di unto dal bucato.
Scambiamoci consigli per la lettura.
Se abbiamo qualche dubbio o curiosità su un titolo possiamo consultarci reciprocamente.
Lasciamo però da parte intenti didascalici o, peggio ancora, non inneschiamo diatribe ideologiche.
Niente liti!
Creiamo un’occasione di svago.
Inoltre, NON è mia intenzione creare un mero sondaggio sul libro preferito!
A volte, il testo da noi stessi preferito, potrebbe essere quello che non ci sentiamo di suggerire ad un amico.
Comincio io riportando di seguito la lista dei testi che mi sento di consigliare.
Aspetto i vostri suggerimenti.

SAGGISTICA

BERLINO 1945 Antony Beevor;
TEDESCHI IN FUGA Guido Knopp;
I FANTASMI DI NETTUNIA Daniele Lembo (un autore molto giovane, è un maresciallo aiutante della G. di F.) ;
LE SS ITALIANE Primo de Lazzari (il titolo può ingannare, non è un libro sulle ss italiane ma sulle varie polizie di Salò)
LE SOLDATESSE DI MUSSOLINI Luciano Garibaldi;
DONNE DI SALO’ Ulderico Munzi;
JUNIO VALERIO BORGHESE E LA X MAS Mario Borgna;
TUTTI I VIVI ALL’ASSALTO Alfio Caruso;
I FIGLI DELL’AQUILA Giampaolo Pansa;
IL SANGUE DEI VINTI Giampaolo Pansa;
SCONOSCIUTO 1945 Giampaolo Pansa;
IL GLADIO E L’ALLORO Giampaolo Pansa;
LA VERA STORIA DELLE SS Robin Lumsden;
L’ALIBI DELLA RESISTENZA Gianni Oliva.

VICENDE BIOGRAFICHE E STORIE REALMENTE ACCADUTE

IL BASTARDO DI HITLER Eric Pleasants (un cittadino britannico nelle waffen ss);
L’ULTIMO REPUBBLICHINO Carlo Mazzantini;
NEL BUNKER DI HITLER Von Loringhoven;
PRIGIONIERO IN TEXAS Mario Tavella;
UNA DONNA A BERLINO Anonima;
DOLCE EGEO GUERRA AMARA Gianni Baldi;
QUADERNO NERO Giovanni Giovannini;
FIGHTING PAISANO Alfonso Felici (una rivelazione, ho conosciuto il protagonista, ne vale la pena per la singolarità delle vicende);
SERGENTE NELLA NEVE E RITORNO AL DON Mario Rigoni Stern;
I PIU’ NON RITORNANO Eugenio Corti;
NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE Eriq Maria Remarque;
BANDA DI FRATELLI Stephen Ambrose (ne è stata tratta la serie tv Band of brothers);
TIGRI IN BATTAGLIA Stephen Ambrose.

ROMANZI DI FANTASIA SCRITTI DA CHI HA REALMENTE VISSUTO LE VICENDE STORICHE E BELLICHE (un po’ come Andy McNab dopo il primo romanzo)

BATTAGLIONE DISCIPLINA 999 H.G. Konsalik;
BATTAGLIONE DONNE H.G. Konsalik;
LICENZA D’AMARE H.G. Konsalik;
IL MEDICO DI STALINGRADO H.G. Konsalik;
COLPO DI MANO A MOSCA Sven Hassel;
L’ULTIMO ASSALTO Sven Hassel;
IL COMMISSARIO Sven Hassel;
PRIGIONE GHEPEU’ Sven Hassel;
LIQUIDATE PARIGI Sven Hassel;
GESTAPO Sven Hassel;
GENERAL SS Sven Hassel;
BATTAGLIONE D’ASSALTO Sven Hassel;
COMMANDO HIMMLER Sven Hassel;
CAMERADEN Sven Hassel;
GERMANIA KAPUTT Sven Hassel;
GLI SPORCHI DANNATI DI CASSINO Sven Hassel;

ROMANZI DI AMBIENTAZIONE (alcuni sono dei gialli di ambientazione storica, altri non sono gialli ma, chissà perché, in libreria si trovano negli scaffali dedicati ai polizieschi).

I MISTERI DI PRAGA Ben Pastor (l’autrice è una donna, un insegnante di storia americana, è molto precisa nella ricostruzione storica e conosce gli ambienti che descrive);
LUMEN Ben Pastor;
LUNA BUGIARDA Ben Pastor;
KAPUTT MUNDI Ben Pastor;
LA CANZONE DEL CAVALIERE Ben Pastor;
DELITTO IN PIAZZA Ben Pastor;
OPERAZIONE CITTADELLA David L. Robbins;
FORTEZZA STALINGRADO David L. Robbins;
LA FINE DELLA GUERRA David L. Robbins;
IL PASSAGGIO Leonardo Gori

Ciao a tutti

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La marcia su pisa

Desertfox scrive:

o santito che molti anni fa diverse centinaia di paracadutisti della folgore fecero un raid punitivo nella città di pisa sciuscitando grande clamore anche perchè mentre questi parà marciavano sulla città vennero fuori canti e cori fascisti, qualcuno sa dirmi di più su questo? cosa scatenò l’ira di questi soldati?????????????????? grazie a chi mi sa rispondere!!

Storia del 78° Rgt LUPI di Toscana

The SWAN of Utrecht scrive:

“Tusci ab hostium grege legio vocati luporum”

Il 1°agosto 1862 si forma la Brigata “Granatieri di Toscana” per la quale é costituito l’8° Reggimento Granatieri.
Il 1° aprile 1871 la brigata diventa Brigata “Toscana” ed il reggimento, assegnato alla fanteria di linea, assume la denominazione di 78° Reggimento Fanteria (Brigata Toscana) che muta il successivo ottobre in 78° Reggimento Fanteria “Toscana” e nel 1881 ancora in 78° Reggimento Fanteria (Brigata Toscana).

Un nuovo riordino dell’Arma di Fanteria del marzo 1871 la Brigata Granatieri di Toscana prende il nome di 78° Reggimento Fanteria, Brigata Toscana e come tale è impiegato nella guerra 1915-18, con tre battaglioni, ognuno con quattro compagnie fucilieri ed una sezione mitragliatrici. La mostrina del reggimento era un rettangolo scarlatto con una riga longitudinale bianca al centro.
Inviato in prima linea subito nel 1915 il reggimento venne schierato nella zona del Monte Sabotino, partecipando dal 23 giugno al 7 luglio del 1915 alla prima battaglia dell’Isonzo e prendendo anche parte all’attacco del Sabotino.
Dal 18 ottobre al 4 novembre partecipò alla terza battaglia dell’Isonzo dalle posizioni Monte Sei Busi e di Selz.
Nel marzo-aprile del 1916 partecipa alla riconquista di posizioni cadute precedentemente in mano nemica nella zona di Monfalcone ed il 13 agosto partecipa all’attacco contro le posizioni di Monte Percika e di san Grado, che conquistano il 15 settembre.

Nel novembre 1916 in località Veliki- Faiti il reggimento si copre di gloria e viene decorato con medaglia d’oro. Nella motivazione della medaglia si legge: il nemico, sbigottito dall’eroismo dei fanti del 78° gridò “ Ma questi non sono uomini, sono lupi “. Da allora i soldati del 78° reggimento, portano sul petto a sinistra, un distintivo dorato con due teste di lupo.

Nel 1917 il 78° prende parte dal mese di agosto a settembre alla battaglia della Bainsizza e nel mese di ottobre, durante la così detta ritirata di Caporetto oppone tenace resistenza al nemico nella zona di Monte Piatto e Monte Plezia e riesce in parte a sfuggire all’accerchiamento ed a ripiegare verso il Tagliamento. Nel 1918 viene trasferito sul fronte francese, nella zona di Bligny prima, poi a Verdun e nell’ottobre partecipa all’inseguimento del nemico, ormai in rotta, fino alla Mosa.

Con l’ordinamento 1926 riprende il nome di 78° Reggimento Fanteria “Toscana” ed è assegnato alla VII Brigata di Fanteria.
Il 15 dicembre 1938, in concomitanza con il cambio di denominazione della grande unità da cui dipende, prende il nome di 78° Reggimento Fanteria “Lupi di Toscana” e nel 1939 entra con il 77° fanteria ed il 30° artiglieria nella Divisione di Fanteria “Lupi di Toscana” (7^), grande unità che sarà poi sciolta il 9 settembre 1943 mentre è in trasferimento dalla Francia a Roma.

Ricostituito il 1° aprile 1947, il 78° Reggimento Fanteria “Lupi di Toscana” é inquadrato nella Brigata “Friuli”.
Ridotto il 22 settembre 1975, con la ristrutturazione dell’Esercito, a livello battaglione, prende il nome di 78° Battaglione Fanteria Motorizzato “Lupi di Toscana” ed eredita Bandiera e tradizioni reggimentali. Trasformato in Meccanizzato dal 1° gennaio 1992, il battaglione il 15 settembre 1992 é inquadrato nel ricostituito 78° Reggimento Fanteria “Lupi di Toscana”.
Tale viene impiegato nel corso della missione “Ibis 2” in Somalia dove viene insignito di una decorazione dell’ONU, grazie all’onorevole servizio prestato in operazioni umanitarie e per il valore dimostrato in combattimento in diversi scontri a fuoco di media intensità.
Il reggimento viene quindi sciolto il 5 settembre 1994.

Il reggimento riprende vita dal 1° luglio 1998 come CAR con il concorso del personale del soppresso 3° battaglione addestramento aviolancio “Poggio Rusco”.

Il 28 Marzo 2008, dopo 146 anni di storia e nonostante tutti i tentativi a tutti i livelli amministrativi e politici, il Reggimento, uno dei più antichi e gloriosi dell’Esercito Italiano, viene soppresso.

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Curiosità: l’autore del motto ripreso nell’ultima foto è Gabriele D’Annunzio. Il Vate, infatti, ha combattuto di fianco ai Lupi, di propria iniziativa e scelta, in diversi assalti nella prima guerra mondiale.

Fino al 1995, nella Caserma Gonzaga di Firenze Scandicci, erano presenti 2 veri lupi in carne e ossa, che motivavano i soldati a compiere il loro dovere con i loro ululati e la loro fiera presenza.

LUPI!!!

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Dai racconti di mio padre

Soffi scrive:

epoca: II WW

spot: Regio Incrociatore Raimondo Montecuccoli

… nella sala che fungeva da mensa campeggiava il motto della nave “CENTUM OCULI” che significa cento occhi, cioè bisogna stare sempre all’erta, guardarsi intorno con la massima attenzione…. un giorno, un bombardamento… una scheggia colpisce il motto e lo scalfisce portando via la O…

rimase scritto CENTUM CULI e lo lasciarono così… la nave nn fu mai affondata… un po’ pendente ma mai affondò… mio padre è ancora vivo…forse lui di culi ne ha avuti 200 :rolleyes:

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FOLGORE-FILMATI STORICI DELL’ISTITUTO LUCE

Ar70-90 scrive:

FOLGORE-Filmati Storici dell’Istituto “LUCE”

Consegna della bandiera di Guerra alla divisione Nembo VIDEO

Esercitazioni militari della Folgore VIDEO

Mantova: giornata dedicata alla Divisione Folgore. Il cappellano della Divisione “Folgore” don Lino basso offre una manciata di terra di El-Alamein al fratello di un caduto nella campagna d’Africa. VIDEO

Italia – Il capo dello Stato presenzia l’Esercitazione TIGRE VIDEO

Italia – Celebrato a Livorno il XXIX anniversario della battaglia di El Alamein VIDEO

Italia – Il giuramento degli allievi paracadutisti VIDEO

Carpegna – Esercitazione Leone Rosso della Divisione Folgore VIDEO

BIELLESE: saggio di paracadutisti in occasione delle manovre del terzo corpo d’armata nel quadro della “Display Determination” delle forze Nato in Europa VIDEO

P.s. Ho risolto i problemi che davano i vari collegamenti ora i video sono disponibili.
Pulisco il topic dai vari messaggi d’errore.

Saluti

Admin Ar70-90

MOTTI D’ANNUNZIANI, nei vostri avatar

SyberianWind scrive:

Ho notato con piacere che tanti di voi hanno nelle loro firme o negli avatar motti scritti in latino di vario tipo:

visto che sono una grande appassionata di d’annunzio ho pensato di raccogliere i più interessanti e di riproporveli, con le spiegazioni che ho trovato wink.gif

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MEMENTO AUDERE SEMPER

ricordati di osare sempre

E’ il più celebre motto di guerra dannunziano, legato alla memorabile “Beffa di Buccari”, l’impresa compiuta nella notte fra il 10 e l’11 febbraio 1918. Il timoniere del MAS, il motoscafo antisommergibile destinato all’impresa, ora conservato al Vittoriale, aveva composto un acrostico in latino con le lettere MAS: “Motus animat spes”. Ma il motto sembrò poco energico a D’Annunzio che lo cambiò all’ultimo momento e lo fece incidere sulla tavoletta dietro la ruota del timone. Il Poeta volle per il motto un disegno di De Carolis raffigurante un braccio che emerge dai flutti stringendo una corona di rami di quercia.


Mori citius quam deserere (morire piuttosto che rinunciare)

Motto donato da d’Annunzio ai legionari abruzzesi nel Novembre 1920, quando la situazione a Fiume era diventata ormai insostenibile.

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SUFFICIT ANIMUS

Basta il coraggio
Secondo motto della Prima Squadriglia navale (S.A.) per il quale De Carolis disegnò uno sperone di nave sostenuto dalle ali di un’aquila

PIU’ ALTO E PIU’ OLTRE

Inciso in un tondo che porta al centro il motivo di una grande ala, è il motto destinato da D’Annunzio al Primo gruppo di squadriglia aerea. E’ contenuto nella “esortazione” agli aviatori che il Poeta scrisse il 24 maggio 1917 per incitarli a compiere sempre più vaste e ardue imprese.

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TI CON NU, NU CON TI

Motto della squadriglia d’aviazione comandata da D’Annunzio, chiamata la Serenissima, o squadra San Marco. E’ accompagnato dalla figura di San Marco che si libra nel cielo con il mantello che gli fa da ala.

ITERUM RUDIT LEO

Di nuovo rugge il leone

E’ naturalmente il leone rampante di San Marco, dipinto in uno stendardo purpureo sui fianchi della fusoliera degli aerei che il 5 ottobre 1917 piombarono sulla base navale di Cattaro

EJA EJA ALALA’

Grido di guerra suggerito da D’Annunzio al posto del “barbarico” hip, hip, urrà! durante una cena alla mensa del Campo della Comina, nella notte del 7 agosta del 1918.

OSARE L’INOSABILE

Motto dei marinai d’Italia, contenuto nel messaggio che D’Annunzio scrisse con inchiostro indelebile e chiuse nelle tre bottiglie “beffarde” lasciate nella baia di Buccari dopo aver silurato quattro navi mercantili. Nel messaggio il Poeta di prende “beffe” degli austriaci che hanno messo sulla sua testa una taglia di 20.000 corone.


Immotus nec iners (fermo ma non inerte)


Dant vulnera formam (le ferite foggiano la forma)


Italia o morte!

Titolo di un discorso che d’Annunzio tenne nel Giugno del 1919 per scuotere l’indifferenza degli italiani di fronte alla questione di Fiume.

Et ventis adversis (anche con i venti contrari)

Motto coniato per la marina italiana.

Donec ad metam (fino alla meta)

È il motto del volo su Vienna del 9 Agosto del 1918. L’ordine era di non arrestarsi mai, di non tornare indietro senza prima aver raggiunto la capitale austriaca.

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