PASSAGGIO DA VFP1 A GDF

Alessioennio scrive:

CIAO RAGAZZI…
IN QUESTE PAGINE CI SONO QUASI SOLAMENTE FORUM PER ACCADEMIA E SCUOLA MARESCIALLI…..
NON C’E’ NESSUNO QUI CHE TENTERA’ LA STRADA DEL VFP1 PER POI FARE ANCHE SOLO IL FINANZIERE SEMPLICE???
APRO UNA NUOVA DISCUSSIONE PROPRIO PER CERCARE ALTRI CHE TENTERANNO QUESTA DIFFICILE E INCERTA STRADA…..
E’ UN MODO PER ENTRARE IN GDF ANCHE SENZA DIPLOMA, MA PER ALTRI, COME PER ME, E’ ANCHE SOLO UN’ALTERNATIVA DI LIVELLO PIU’ BASSO ALLA PIU’ AMBIZIOSA CARRIERA DA SOTTOUFFICIALE O DA UFFICIALE…..

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Ancherie e violenze alla scuola allievi finanzieri, racconto di 10 anni fa

JonnyGdf scrive:

Sono passati più di dieci anni, ma mi ricordo tutto: situazioni, angherie, gradi, nomi e cognomi. I cognomi saranno accorciati per non correre pericoli, ma tutto il resto corrisponde esattamente alla realtà vissuta da me e da tanti che, come me hanno frequentato un corso d’istruzione alla Scuola finanzieri o a quella sottufficiali. Parlerò di ogni cosa che ricordo al tempo presente, come se stesse accadendo in questo preciso momento, anche se si tratta di immagini registrate nella memoria.

Sono arrivato alla scuola che si trova in una caserma e dopo avermi assegnato alla ? compagnia mi sono messo in fila. C’è un appuntato campano Scarpa che ci ritira i documenti e ci vende tre catenacci da utilizzare per l’armadietto. Ogni catenaccio costa 5000 lire, per cui dobbiamo dargli 15.000 lire. Io gli faccio presente che ho già due catenacci e vorrei comperarne soltanto uno. Lui mi dice che devono essere tutti uguali per uniformità, gli rispondo che anche i miei sono marca viro e della stessa misura, per cui sono identici. Mi ripete con disprezzo che devono essere tutti uguali e che devo necessariamente comprarne tre, punto e basta.

Siamo in fila per prendere il vestiario, uno di dice: “mi scusi mi ha dato una taglia di camice che non corrisponde affatto alla mia” la risposta e chiara: “da oggi si dice comandi signorsi e non si rompono i coglioni a nessuno e per farvi capire meglio la cosa adesso fate trenta pompate”.

La prima sera ci portano in aula per spiegarci come funziona la scuola, il tenente Tolu e i sottotenenti di complemento si mostrano particolarmente gentili, la mia prima impressione sembra errata, mi dico, mi accorgerò tra poco di essermi sbagliato, ma non come credevo io! Mentre usciamo dall’aula chiedo al sottotenente di complemento Co se posso dormire nel letto di sopra, visto essendo alto nel letto di sotto della cuccetta non ci sto proprio. La risposta è chiara: Urlandomi a squarciagola in faccia, mentre sono sull’attenti mi dice: “che cazzo si è messo in testa di essere in albergo? Non si permetta mai più di rivolgermi la parola, è chiaro? E adesso se ne vada la sua faccia non la voglio vedere mai più. Viaaaa!!!”

Il contrappello è previsto per regolamento per le ore 10.45, sono le 00.30, ma stiamo ancora correndo sul posto nei corridoi, con ogni genere di epiteti che ci viene gridato da chiunque indossi una divisa, noi siamo in mimetica. Alle 00.45 ci fanno andare a letto. Mentre stiamo per dormire ci buttano letteralmente giù dalle brande e pronti in 5 minuti. Ci portano a fare attenti e riposo in piazza d’armi mentre ci sono circa 4 gradi centigradi. Dopo mezzora torniamo nelle camerate e troviamo tutti i letti disfatti, le coperte per terra, le lenzuola per terra con tracce di anfibi che ci hanno camminato sopra. Rifacciamo il letto in pochi minuti e ci mettiamo a letto. Passano soltanto 10 minuti e la storia si ripete, ci fanno rivestire in tutta fretta e ci portano di nuovo in piazza d’armi. Ancora mezzora e torniamo di nuovo dentro. Questa volta la situazione è peggiore di quella di mezzora prima. Il corridoio è pieno di lenzuola tutte annodate, ci sono pigiami e pantofole scaraventate ovunque, le brande sono in mezzo alla stanza e annodate con i pigiami, i cuscini per terra. Abbiamo soltanto 10 minuti per trovare nel trambusto un pigiama e per trovare un paio di lenzuola tra il corridoio, indossare quello che troviamo, non interessa di chi fosse e di quale taglia e metterci a letto, dopo ovviamente aver messo tutte le brande in posizione originaria. Non so che ore sono, so soltanto che mi sento umiliato e senza forze.

Sono le 6.15 siamo stati svegliati con urla indemoniate e costretti ad aprire la finestra, fuori c’è nebbia e ci saranno almeno -2 gradi, si muore dal freddo e dalla finestra entra un vento che è eufemismo definire gelido, il Brig. Iaco dice: “e non chiudete quella cazzo di finestra che vi inculo, non me ne frega un cazzo del freddo, se non vi sta bene tornatevene in mezzo alle coscie della mammina”. Per completezza ricordo che l’acqua dei rubinetti e soltanto fredda (gelida) e ci si lava e veste con le finestre aperte.

In piazza d’armi vedo un ragazzo che ho conosciuto in treno la settimana prima. Sta andando via, più tardi saprò che gli hanno vietato un permesso per andare al capezzale della madre, operata. Un Brigadiere della sua compagnia lo porta verso l’uscita. Il Brig. Iaco urla: “guardatelo bene e prendete esempio, se non avete le palle fate come lui andatevene via, qui vogliamo solo gente cazzuta. Non ne vogliamo stronzetti che fanno gne gne”.

I giorni trascorrono tra aula, dove dovremo stare attenti ed imparare le materie che saranno il nostro lavoro, io ho volontà come molti, studio e mi impegno, ma ci massacrano fisicamente, rendendo l’aula un semplice complemento alla vessazione ed all’addestramento formale tipico di un C.A.R. dell’esercito.

Un giorno in aula si presenta un assicuratore dell’INA Assitalia. Ci dice di essere un ex Colonnello, più tardi saprò che era il terrore di una delle scuole allievi finanzieri, fatto congedare per non meglio chiari traffici. Costui il colonnello Fi, dapprima ci spiega con arroganza che dobbiamo stipulare questo contratto di assicurazione perché necessario per il tipo di lavoro che facciamo, dopo un po’ ci minaccia di dire al nostro comandante che ci siamo rifiutati di stipulare la polizza. Io ho lavorato come subagente Unipol e so che la polizza non è per niente conveniente. Riesco a non stipularla. Altri si lasciano spaventare (molti sono spaventati a morte, sono ragazzi poco più che ventenni) e stipulano la polizza tra le minacce di Fi ed i suoi sguardi misti a odio e disprezzo. Dopo che molti hanno stipulato la polizza il S.Ten Col dice che non era obbligatoria. Come dice Proietti “ oramai..”.

Tra angherie varie si arriva al campo, sembra di essere tornati indietro di cento anni in mezzo alle montagne a mangiare roba che sa di petrolio. Un giorno siamo in marcia e siccome la colazione non era ancora preparata il nostro capitano Pie ci fa partire senza mangiare. Verso le quattro del pomeriggio senza toccare cibo siamo ancora lontani, il prode capitano parla con il comandante della scuola via radio, spiegandogli che non torniamo, ma andiamo a mangiare in qualche ristorante tra le montagne, dice con la sua errrre moscia, le testuali parole del tenente colonnello Nen sono: “dove cazzo lo trovi un ristorante tra le montagne, bischero! Torna subito dentro!!!” e ragazzi stavolta gli è andata male, ci voleva scroccare l’ennesimo pranzo o cena, o forse gli è andata bene, perché in un’altra occasione un allievo è svenuto ed è caduto in una sorta di scarpata o qualcosa del genere lasciandoci la pelle, ovviamente non si è mai saputo chiaramente come e cosa è successo, ma si sa…. il segreto militare.

Il corso sta per finire e bisogna fare obbligatoriamente il regalo a tutti coloro che per mesi ci hanno trattati in maniera disumana, umiliandoci ad ogni con ogni profanazione della loro volontà che fosse gesto, sguardo o parola. Dopo un po’ di rimostranze quasi tutti pagano, ma io ed altri cinque non vogliamo subire l’ennesima angheria. Il brigadiere Iaco, sempre lui il toscanaccio, ci fa capire con le cattive che se non mettiamo la nostra bella cifretta ci fa piangere sangue amaro e c’è pericolo che il voto caratteristico sia così basso da perdere il corso (minaccia di una male ingiusto, vi ricorda qualcosa??) alla fine cediamo alle non velate minacce e paghiamo, tutti tranne uno. Ovviamente non perde il corso, ma per tutti e cinque il voto caratteristico è il minimo.

Ogni tanto verrebbe di pregare che tutto finisca ma il cappellano militare don D ci fa capire che Dio non è dalla nostra parte. Se non paghiamo il calendario e facciamo una non meglio precisata “offerta” non spontanea, ne parlerà col nostro comandante e sono guai, inoltre ci promette che visto che qualcuno non si vuole piegare alla minaccia, la domenica non ci farà più uscire dopo la messa, e si uscirà soltanto il pomeriggio.

Preferisco non parlare anche del secondo anno, soltanto perché mi sto intristendo troppo e non voglio nemmeno ricordare che, invece di insegnarmi ad avere uno spirito di corpo e ad essere onesto con il cittadino e con lo stato, mi hanno umiliato, ferito ed hanno cercato di annullare la personalità di ognuno di noi. Non ho trovato mai fuori da quella caserma un ambiente più malsano e metodi da cosca mafiosa.
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tratto da :http://www.camporeale.info/cocer/commenti/non_sono_bilal.htm

questi casi pare che oggi non accadano più ( o almeno non con così forti) ma è giusto documentare la storia di questa persona che ha vissuto assieme a molte altre persone delle ingiustizie.

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Mi spiegate perché…, … i finanzieri stanno in borghese!?

Millecentouno scrive:

Ho notato, nella mia città (sono veneto), che quasi sempre la guardia di finanza gira in borghese, però sull’auto con lampeggianti e sirene.
Ovvero: quasi mai qui ho visto finanzieri in uniforme, e sempre dentro all’Alfa 156 vedo agenti in abiti civili. So che la guardia di finanza necessita spesso di girare in borghese per via delle perquisizioni o comunque non deve farsi riconoscere (ma questi allora girano sull’auto civile); però so anche che la finanza compie ordine pubblico esattamente come polizia e carabinieri. Allora il personale che svolge questi compiti come mai non indossa l’uniforme? Il corpo della GdF è militarmente particolarmente esonerato da questo obbligo? (Visto che quasi mai vedo dentro un’auto della polizia o dei carabinieri il personale in abiti civili).

Semplice curiosità, chie riesce a togliermela è un mito!

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Numero allivei marescialli al giuramento

Marcomln83 scrive:

scusate ma quanti sono gli allievi marescialli ke hanno fatto il giuramento?
nel sito della gdf c’era scritto 287.ma erano solo i civili?
nn dovevano essere 392 del contingente ordinario?
nel sito c’era scritto 287 del contingente ordinario e di mare

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Richiesta Informazioni, Carriera e Stipendi

Eddyvedder scrive:

Salve, avrei bisogno di alcune informazioni riguardanti la Guardia di Finanza:

E’ parecchio difficile entrare nell’Accademia per Allivei Ufficiali?

Quanto prende in media un tenente della finanza?

Se mi andrà male il concorso per entrare come Allievo Ufficiale e magari riesco a entrare come Maresciallo, sarà possibile tramite concorso interno passare ai gradi da Ufficiale?

Grazie

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Giuramento AA.UU. – Osum III, sabato mattina, Bergamo

SyberianWind scrive:

GLI ALLIEVI DELL’ACCADEMIA GIURANO FEDELTA’ ALLA REPUBBLICA SULLE NOTE DELLA BANDA MUSICALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

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Sabato 6 maggio, Piazza Vecchia di Bergamo Alta sarà, ancora una volta, il naturale palcoscenico di una emozionante cerimonia militare, nel corso della quale gli allievi ufficiali del 1° anno di Accademia della Guardia di Finanza giureranno fedeltà alla Repubblica Italiana. Si tratta di 65 cadetti del ruolo normale e di 10 allievi del ruolo aeronavale, entrati in Accademia rispettivamente nell’ottobre e nell’agosto del 2005. Dinanzi alla Bandiera dell’Istituto, a numerose Autorità politiche nazionali e locali, al Comandante Generale della Guardia di Finanza – Generale di Corpo d’Armata Roberto Speciale -, ai loro familiari ed alla cittadinanza bergamasca, questi giovani grideranno la loro promessa di fedeltà al termine dell’allocuzione del Comandante dell’Accademia – Generale di Brigata Francesco Attardi. Assisteranno all’evento gli Ufficiali entrati in Accademia 50 e 25 anni fa, che incontreranno gli allievi nel pomeriggio precedente la cerimonia per testimoniare il forte legame che unisce tutti gli Ufficiali della Guardia di Finanza, basato sulla comunanza di valori e di ideali di riferimento. Le celebrazioni saranno quest’anno arricchite da una significativa novità: per conferire ancora maggiore solennità agli eventi e rinsaldare il legame con la città che, da oltre venti anni, ospita l’Accademia, la Banda Musicale della Guardia di Finanza, diretta dal Maestro Maggiore Leonardo Laserra Ingrosso, terrà un concerto presso il Teatro “Gaetano Donizetti”. L’esibizione, in programma alle ore 18.30 del 5 maggio, vedrà il complesso musicale presentarsi per la prima volta sul palcoscenico del Teatro cittadino, dopo aver calcato le scene più prestigiose del panorama italiano ed internazionale. L’occasione sarà inoltre propizia per festeggiare l’80° compleanno della Banda, che è stata fondata il 6 maggio 1926. Dopo una prima parte più classica, durante la quale sarà tributato un doveroso omaggio a Gaetano Donizetti, il complesso si cimenterà in brani più moderni, arrangiati per orchestra.

vorrei tanto sapere a che ora…!