COMANDANTE di STAZIONE

87maverick87 scrive:

Da tempo immemore, la figura del “maresciallo” è stata ed è, per certi versi, legata al comando della stazione. E’ inutile negare che i “poteri forti” di un paesino, una località o uno sperduto villaggio sono stati esercitati per lunghi anni dal sindaco, dal prete e dal maresciallo. I cittadini si rivolgevano a queste tre figure per essere aiutati e per trovare qualcuno che accogliesse le loro istanze. Oggi, il “maresciallo”, viene rispettato come tempo fa? Considerazioni a riguardo.

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UFFICIALI e MARESCIALLI

Sciarada scrive:

Volevo porre un quesito a StanleyWhite e a 39°CorsoAS.

Cerco di leggere,quando posso,molti dei vostri post perchè credo siano estremamente interessanti anche per chi,come me,non fa parte dell’Arma e non ha intenzione,in futuro,di farne parte.

Tra tutte le vostre discussioni mi ha colpito parecchio quelle relative ai rapporti non idilliaci che intercorrono,generalmente,tra i Marescialli e gli Ufficiali (soprattutto,se ho capito bene,gli Ufficiali provenienti da Modena).

E,nel leggere le vostre parole,non ho potuto fare a meno di pormi una domanda.

Ma il problema risiede negli uomini-Ufficiali o nella concezione della “struttura” stessa dell’Arma e della sua catena di comando?

Mi spiego;io servo nella Folgore ed ho notato che i Tenentini che arrivano a reparto freschi di nomina tendono,generalmente,a comportarsi esattamente nel modo che voi lamentate.
Da un neo Comandante,infatti,mi aspetterei più spirito di iniziativa mentre invece,di solito,costoro tendono a frequentare molto i Capitani e poco i Marescialli e a delegare loro molte di quelle responsabilità che sarebbero proprie invece di un Tenente.
Inoltre i Tenenti appena arrivati a reparto sono degli “scoppiati” in buona misura.Tendono cioè,ora che possono esercitare fattivamente il comando,ad essere severi in maniera tragicomica e,credendosi superuomini per il solo fatto di avere la spilletta di Modena sulla drop,sono inclini a trattare dall’alto al basso non solo i sottoposti (dai Marescialli a scendere)ma anche gli stessi loro parigrado ma dei Ruoli Speciali (provenienti cioè dai ruoli Sergenti o Marescialli e quindi con esperienza enormemente maggiore).

Fin qui quindi sembrerebbe che “tutto il mondo sia paese” e che anche nell’Esercito si viva questa contrapposizione quasi sistematica tra SottUfficiali e Ufficiali ma così invece non succede.

I Tenenti che,appena usciti dalla Scuola di Applicazione,dovrebbero subito andare a ricoprire i ruoli di Vice-Comandanti di Compagnia,infatti,appena usciti vengono mandati a fare un “tirocinio” in qualità di Comandanti di Plotone in modo da poter entrare nella logica del comando e nella posizione di essere più vicini ai propri sottoposti.
La struttura stessa dell’Esercito,inoltre,prevede che gli Ufficiali inferiori abbiano un rapporto estremamente frequente (volenti o nolenti) con i propri Sottufficiali e questo li porta,dopo non molto tempo (qualche mese per capirci),a rendersi conto da soli del loro essere “tragicomici” o della loro iniziale tendenza a negarsi a quelle che dovrebbero essere le loro responsabilità di Comando.
Questo fa si che in poco tempo il Tenentino cambi atteggiamento in maniera radicale trasformandosi potremmo quasi dire da Tenentino in Tenente.
Diventa una persona in grado di assolvere ai propri compiti e alle proprie responsabilità ed in grado di guadagnarsi la stima e la fiducia dei propri sottoposti.

Ora,per tornare sul piano dell’Arma,io ho potuto conoscere diversi ragazzi del Tuscania (molti del ruolo truppa però e un Brigadiere) e costoro raramente si scagliavano con questo astio nei confronti dei propri Ufficiali,anzi!
Sarà per la natura più da “esercito” del Tuscania ma raramente si discuteva in chiave negativa dei nostri Ufficiali.

La mia domanda quindi sta tutta qua.Assodato il fatto che i Tenentini appena usciti dalle scuole di Applicazione sono quel che sono può darsi che l’Arma non faccia in modo che questi Tenentini si rendano conto del loro essere irritanti e poco dediti all’assunzione di responsabilità e non li metta,invece, nelle condizioni di passare dalla “teoria” del comando alla “pratica razionale” del comando?
Può darsi che la struttura della catena di comando dell’Arma sia da rivedersi di modo da responsabilizzare e rendere più vicini gli Ufficiali Inferiori ai Sottufficiali?

Spero di essermi spiegato.
Saluti!

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CURIOSITA’ sulla DIVISA

VBSIMONEY73 scrive:

Ho sentito delle voci che il Nucleo R.M. di Roma ha in esperimento un cinturone che eviterebbe l’uso della noiosa e penzolante fondina…qualcuno bene informato sa darne conferma? Sapete anche che equipaggiamento prevede questo fantomatico cinturone (tonfa, spray antiaggr. etc….)?
Grazie a tutti coloro che vorranno lasciare una risposta. :ph34r:

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DIVERTIMENTO

Fr.Sirio scrive:

ce ne anche per noi , che pensavatare di scappare ? ghghg

Checco Zalone (pseudonimo di Pasquale Luca Medici)
(3 giugno 1977) è un cabarettista e musicista italiano.

Si è diplomato al liceo scientifico di Conversano. Laureato in giurisprudenza, non ha esercitato alcuna attività forense e si è dedicato completamente al mondo dello spettacolo. Ha suonato con diversi musicisti jazz pugliesi, tra cui Vito Ottolino e Pino Mazzarano. Proveniente dal laboratorio Zelig di Bari, raggiunge la notorietà approdando nel 2005 sul palco di Zelig Off e partecipando successivamente a Zelig Circus, in cui si esibisce anche nell’imitazione di Carmen Consoli.

Nell’estate del 2006 dedica alla Nazionale italiana di calcio la canzone Siamo una squadra fortissimi. Il pezzo, trasmesso quasi per scherzo durante il programma radiofonico condotto da Ivan Zazzaroni sulle frequenze di Radio Deejay, riscuote un successo di pubblico inaspettato.

Dopo lo scandalo Calciopoli, Zalone pubblica il brano I juventini, una satira sui tifosi della Vecchia Signora presentata prima da Piero Chiambretti a Markette e poi da Paolo Bonolis a Il senso della vita.

Nell’estate del 2007 alla presentazione dei palinsesti Mediaset si esibisce in una versione zaloniana di “Ti regalerò una rosa” vincitrice del Festival di Sanremo trasformata dal cantante neomelodico in “A me mi piace quella cosa”, nuovo brano che seguirà il successo avuto un anno fa con il tormentone Siamo una squadra fortissimi.

IL PERSONAGGIO

Checco Zalone (dal barese Che cozzalone! che significa Che tamarro!) è la parodia di un cantante neomelodico napoletano che si esibisce durante comunioni e matrimoni, rielaborando in chiave neomelodica partenopea tutti i generi musicali.

L’abbigliamento, consistente in una maglietta rosa troppo attillata ed un jeans a vita bassa, ed un uso alquanto personale della grammatica italiana caratterizzano con coinvolgente simpatia il personaggio.

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PASSARE di GRADO

Stanley White scrive:

UFFICIALI

Da Sottotenente a Tenente 2 anni di anzianità;
da Tenente a Capitano 4 anni di anzianità;
da Capitano a Maggiore 9 anni di anzianità o se inseriti nell’aliquota a scelta 6 anni di anzianità;
da Maggiore a Tenente Colonnello 5 anni di anzianità;
da Tenente Colonnello a Colonnello si viene inseriti tutti nell’aliquota a scelta e si può essere promossi dopo 5, 7, 13 anni di anzianità;
da Colonnello a Generale di Brigata sempre con aliquota a scelta dopo 6 anni di anzianità;
da Generale di Brigata a Generale di Divisione sempre con aliquota a scelta dopo 4 anni di anzianità;
da Generale di Divisione a Generale di Corpo d’Armata sempre con aliquota a scelta dopo 3 anni di anzianità.

ISPETTORI

Da maresciallo (vice ispettore) si viene promossi a maresciallo ordinario (ispettore) per “anzianità” con due anni di permanenza nel grado.

Da maresciallo ordinario (ispettore) si viene promossi a maresciallo capo (ispettore capo) per “anzianità” con sette anni di permanenza nel grado (fino a qualche anno fa l’avanzamento era “a valutazione” come quello descritto più avanti per maresciallo aiutante s.ups.)

Da maresciallo capo (ispettore capo) si viene promossi a maresciallo aiutante sostituto ufficiale di pubblica sicurezza (ispettore superiore s.ups) attraverso due procedure:

Dopo otto anni di permanenza nel grado di mar. capo si viene “valutati” per la promozione a m.a.s.ups.
Faccio una descrizione sintetica e per grandi linee.
Partiamo da un presupposto: a fine corso allievi marescialli viene formata una graduatoria.
Questa graduatoria nel corso degli anni si modifica in base ad una serie di eventi che la rendono fluttuante: note caratteristiche, elogi, encomi, punizioni, congedi, ecc..
In teoria, l’ultimo può diventare primo ed il primo ultimo. la graduatoria rimane grosso modo quella stabilita a fine corso. Pertanto, questa situazione si sconta al momento di andare in valutazione (quindi, dopo diciassette anni dalla conclusione del corso). Questo perché al momento di andare in “valutazione” la graduatoria viene divisa in tre parti. Il primo terzo viene promosso l’anno in cui si va in avanzamento (dopo otto anni di permanenza nel grado di mar. capo).
Il secondo terzo viene promosso l’anno successivo (dopo nove anni di permanenza nel grado di mar. capo). Il terzo terzo viene promosso l’anno ancora successivo (dopo dieci anni di permanenza nel grado di mar. capo). Alla fine della giostra, può avvenire che due marescialli dello stesso corso non rivestano lo stesso grado (uno mar. capo e l’altro mar.s.ups) oppure, pur essendo entrambi dello stesso corso e pari grado (tutti e due m.a.s.ups), uno abbia un’anzianità maggiore rispetto all’altro.
Dopo quattro anni di permanenza nel grado di mar. capo si può partecipare al concorso per titoli ed esami per la promozione a m.a.s.ups..
Da “maresciallo aiutante s. ups” viene attribuita la qualifica di “luogotenente” dopo otto anni di permanenza nel grado.
In realtà, esistono una serie di disposizioni transitorie che, una volta entrate a regime, faranno progressivamente conseguire questa qualifica dopo quindici anni di permanenza nel grado di “maresciallo aiutante s. ups”.
Quindi, ci sarà chi la conseguirà dopo 8 anni e chi dopo 9, 10, 11 e così via.

SOVRINTENDENTI

Da Vice Brigadiere a Brigadiere dopo sette anni di permanenza nel grado.

Da Brigadiere a Brigadiere Capo si viene promossi dopo sette anni di permanenza nel grado.

Anche per il ruolo Sovrintendenti vige la stessa regola del ruolo Ispettori. A parità di corso, il primo terzo viene promosso subito dopo aver maturato l’anzianità necessaria, il secondo terzo con un anno di ritardo, il terzo terzo con due anni di ritardo.

APPUNTATI E CARABINIERI

Da Carabiniere a Carabiniere Scelto, dopo cinque anni di servizio.

Da Carabiniere Scelto ad Appuntato, dopo dieci anni di servizio.

Da Appuntato ad Appuntato Scelto, dopo quindici anni di servizio.

Ringrazio per la collaborazone l’amico 39°corsoAS ed a Lo_zingaro per l’opportuna e gradita precisazione.

USO LEGITTIMO DELLE ARMI

Lpoz scrive:

esiste credo una legislazione che regola, l’uso delle armi da fuoco da parte dei carabinieri, o cmq, delle forze dell’ordine.
solo, che non ho idea di dove cercarla ne di come cercarla.
voi sapete qualche cosa in merito?

mi serve per una piccola ricerca che sto facendo.

ciao e grazie a tutti quelli che mi potranno aiutare!

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Compiti e Attività Tuscania

Lagunare81 scrive:

ciao ragazzi,sto ensando di fare il concorso da maresciallo per poi entrare nel tuscania…qualcuno mi sa dare più info a riguardo???so che cè gia qualche dscussione a riguardo ma ciò che vorrei saperte è il genere di addestramento che viene fatto durante l’anno e i compiti del rgt…ovvero,è simile ad un reparto convenzionale dell’esercito o è un qualcosa di diverso????
domanda stupida….sono tanti i marescialli della scuola di velletri che mirano al tuscania(ovviamente questa domanda è rivolta a qualche cadetto in ascolto,chim non è a velletri nn può saperlo!)grazie

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